La storia di Marchesi di Barolo raccontata da Valentina Abbona al The Social Wine Bar di Vinòforum.

“Barolo è un paesino piccolo, 700 abitanti.
Si trova in una piccola conca nel cuore della Langa Piemontese, il suo nome infatti significa luogo basso ed è un luogo di grandissimo fascino.
Siamo a 300 metri sopra il livello del mare e siamo protetti dalle bellissime colline della Langa e dei paesini un pò più alti sempre della zona. Come La Longa, Monforte, Castiglione Falletto che dall’alto ci guardano e ci proteggono rendendo quindi il microclima del paese di Barolo molto speciale e perfetto per far crescere delle bellissime uve. Che siano questi Nebbioli che danno poi origine ai grandi Baroli che ci rendono famosi in tutto il mondo, oltre che le Berbere e i Dolcetti.

Perché a Barolo sicuramente il Nebbiolo si esprime in maniera unica, ma abbiamo anche tante bellissime uve locali della nostra terra che si esprimono con una grande eleganza proprio grazie a questo microclima unico  e della grandissima terra che rende queste vigne speciali e così particolari.”

valentina abbona

“La storia della nostra cantina è una storia molto affascinante che inizia circa 200 anni fa grazie ad una storia d’amore tra il Marchese di Barolo che viveva nel castello nel centro del paese e una nobildonna francese che faceva parte della famiglia Colbert e si chiamava Juliette.
Juliette aveva una grandissima passione per il vino e quando arrivò a Barolo si rese conto che il succo d’uva che veniva prodotto nella nostra terra non era austero, importante, secco e asciutto come il vino che conosceva in Francia, questo perché non si conoscevano tecniche di vinificazione che invece utilizzavano già i francesi.

Allora Juliette  pensò di portare con se un pò della sua tradizione, si rese conto che anche le nostre bellissime uve che crescevano allora in maniera spontanea sulle nostre colline potessero dare vini.
Per cui costruì per queste uve una cantina proprio di fronte al castello che è la stessa casa nella quale la nostra famiglia abita dal 1929, anno in cui acquisì le cantine dei Marchesi di Barolo.

Nelle nostre cantine il Barolo è nato.
Abbiamo ancora 5 botti che risalgono all’Ottocento. Sono le prime botti in cui il vino Barolo si è espresso con la vitalità e l’importanza che conosciamo oggi.
Per cui dobbiamo tanto a questa donna e alla sua grande intuizione e soprattutto alla determinazione e alla volontà con cui è riuscita a far conoscere e amare il vino Barolo in tutto il mondo.

Tanto è che addirittura nella metà dell’Ottocento quando l’Italia stava muovendo i suoi primi passi come un Paese unico, la Marchesa mandò 325 piccole botti carrabili  fino alla Corte del Re a Torino, prima capitale d’Italia.
Il re si innamorò del vino inviato dalla Marchesa ed è per questo che ad oggi si parla del Barolo come “Il vino dei Re” e “Il Re dei Vini”.

Cantina Marche si Barolo

“E ora vi invito a fare un brindisi, virtuale,  con il nostro Barolo del Comune di Barolo, che nasce proprio dalle colline del nostro Paese.
Si, perchè la zona di Barolo conta 11 paesi, Barolo è solo uno di questi, ma è quello più centrale che, come dicevamo prima, ècoccolato dalle colline dei più alti che ci proteggono.

E nel paese di Barolo le uve si esprimono in maniera eccezionale e molto particolare, per cui prendendo uve dai diversi vigneti che ci circondano le mettiamo insieme per creare un Barolo che ci rappresenti come produttori, ma soprattutto come Barolesi.

Alzo il calice a voi!”

Mille grazie a Valentina per la sua storia. Se volete conoscere altre info su Barolo e su Marchesi di Barolo cliccate qui